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Falerio o Falerio Pecorino ?

Cerchiamo di fare chiarezza su questa D.O.C. delle Marche.

La DOC Falerio dei Colli Ascolani comprende due tipologie “Falerio” e “Falerio Pecorino”, l’ambiente di coltivazione e il microclima fanno si che le suddette tipologie presentino caratteristiche analitiche ed organolettiche peculiari descritte nel disciplinare.

Il Falerio é stato riconosciuto DOC nel 1975 e successivamente modificato in diverse occasioni, ma la classificazione in “Falerio” e “Falerio Pecorino” è stata introdotta solamente nel giugno del 2011.

I vini Falerio presentano un buon tenore di acidità, colore giallo paglierino, all’olfatto si riscontrano aromi floreali e di frutta a polpa gialla, al gusto sono armonici, freschi con un retrogusto abbastanza persistente, nella tipologia Falerio Pecorino i vini hanno colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, all’olfatto si riscontrano aromi di fiori bianchi, note di ananas, anice e salvia, il gusto è armonico, fresco, sapido, minerale con un retrogusto molto persistente.

La zona geografica di produzione del vino Falerio DOC, ricade nella parte sud della regione Marche e comprende l’intero territorio delle province di Ascoli Piceno e Fermo, territorio che va dalla zona litoranea sino ad arrivare ad una media alta collina. L’altitudine dei terreni coltivati é compresa tra 50 e 700 msl. 

Il vino a denominazione di origine controllata «Falerio» deve essere ottenuto dalle uve provenienti da vigneti, aventi nell'ambito aziendale, la seguente composizione varietale:

Trebbiano toscano dal 20 al 50%;

Passerina dal 10 al 30%;

Pecorino dal 10 al 30%.

Possono concorrere da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 20% tutti gli altri vitigni non aromatici, a bacca bianca, idonei alla coltivazione nella Regione Marche.

Il vino a denominazione di origine controllata «Falerio» Pecorino deve essere ottenuto dalle uve provenienti da vigneti, aventi nell'ambito aziendale, la seguente composizione varietale:

Pecorino: minimo 85%.

Possono concorrere da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 15% tutti gli altri vitigni non aromatici, a bacca bianca, idonei alla coltivazione nella Regione Marche.

In pratica il «Falerio» Pecorino viene lavorato da diverse cantine marchigiane anche in purezza ottenendo buonissimi prodotti. Le differenze che troviamo in bottiglia, oltre alla spiccata acidità e l’aumento del titolo alcolimetrico da parte di quest'Ultimo c’è una più omogenea caratterizzazione del prodotto che viene riconosciuto in bocca ed al naso con maggior precisione dal consumatore. Per quanto riguarda il «Falerio» invece, date le maggiori libertà concesse dal disciplinare, le caratteristiche organolettiche di un vino di un determinato produttore potrebbero essere totalmente diverse da un altro anche se entrambi riportano in etichetta la dicitura «Falerio». 

In ogni caso, di fronte ad un'ottimo «Falerio» o «Falerio» Pecorino Doc non bisogna mai indugiare perché sono entrambi ottimi vini che regalano vere esperienze degustative. 


Cosa ne pensa il Sommelier
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